Intestazione

«La Migros fa molto di più di quanto pubblicamente noto»

Testo

Kian Ramezani

Pubblicato

06.04.2021

Sarah Kreienbühl, Leiterin des Departements Human Resources, Kommunikation, Kultur und Freizeit

L'impegno sociale è parte della Migros almeno quanto il mitico Ice Tea. In qualità di responsabile principale, Sarah Kreienbühl spiega su quali ambiti la Migros vuole porre l'accento in futuro.

Sarah Kreienbühl, molte aziende si impegnano nel sociale. Cosa fa la Migros di diverso? 

La Migros si impegna per la società sin dai tempi in cui fu fondata e ciò è straordinario. Nel 1957, Gottlieb e Adele Duttweiler con il Percento culturale hanno ancorato negli statuti due aspetti molto coraggiosi: innanzitutto, l'impegno sociale viene finanziato con una percentuale del fatturato e questo indipendentemente dal profitto realizzato. Secondariamente, questo tipo di impegno è un obiettivo a se stante, alla pari delle attività commerciali della Migros. Entrambi i punti erano già allora incredibilmente lungimiranti e tuttora dimostrano la serietà dell'idea. Dal 1957 sono stati investiti all'incirca cinque miliardi di franchi nell'impegno sociale. Si può dire che questo fa della Migros un unicum a livello mondiale. 

La responsabilità sociale è un concetto molto ampio. La Migros cosa intende e cosa può fare in merito? 

Al centro di tutto c'è sempre la volontà di fornire prestazioni e offerte per tutti, con l'obiettivo di rafforzare la coesione nella nostra società sempre più frammentata. La personalizzazione aumenta e con essa anche il pericolo di perdere il contatto con le realtà di chi ci sta intorno, finché poi la comprensione reciproca svanisce. È qui che vorremmo agire e colmare le lacune che sorgono tra stato ed economia privata. Per esempio in ambito sociale, aiutando a creare delle cosiddette Caring Communities all'interno delle quali le persone si sostengano a vicenda nella quotidianità.

Anche nel settore sociale vorremmo colmare le lacune.

Sarah Kreienbühl

Tenendo conto che il Percento culturale esiste da oltre sessant'anni, le sue offerte non dovrebbero essere più conosciute tra la popolazione? 

I sondaggi confermano che, in effetti, molte persone non si rendono conto di quanto l'impegno della Migros sia presente in moltissimi ambiti. Quando poi lo scoprono, ne sono entusiaste. Dato che si rischia di perdere facilmente la visione generale di fronte all'enorme varietà di offerte, stiamo creando una nuova casa digitale all'indirizzo www.migros-engagement.ch per l'impegno sociale della Migros. Inoltre, stiamo lanciando un segno di riconoscimento visuale che consente di individuare a colpo d'occhio se si tratta di un impegno Migros. 

Sarah Kreienbühl, Leiterin des Departements Human Resources, Kommunikation, Kultur und Freizeit

Ma il Percento culturale continuerà a esistere? 

Il Percento culturale, il Fondo pionieristico e il Fondo di sviluppo rimangono immutati. La novità è che i tre canali di promozione vengono riuniti sotto il cappello dell'Impegno Migros e lanciati su una piattaforma comune online. La migliore visione d'insieme dovrà quindi permettere alla clientela di trovare più facilmente le offerte rilevanti e interessanti secondo i bisogni. Contemporaneamente, in questo modo aumentiamo anche la trasparenza, mostrando dove confluiscono ogni anno gli ingenti fondi a disposizione.

Talvolta viene mossa un'accusa: non si potrebbe semplicemente diminuire il prezzo del pane? 

Con il suo impegno, la Migros investe una parte del suo fatturato nella società. La nostra clientela quindi non paga di più per il pane, poiché la Migros come cooperativa restituisce una parte di quel valore ai clienti e di conseguenza alla comunità. Siamo convinti del nostro impegno, anche durante la pandemia. Per sostenere gli operatori culturali, in questo periodo molto difficile, abbiamo pagato i compensi per le manifestazioni già in programma, anche se queste ultime non hanno potuto svolgersi regolarmente. 

Il Percento culturale ha un piccolo fratello minore un po' meno noto, il Fondo pionieristico. Qual è la differenza tra i due? 

Il Percento culturale viene finanziato attraverso il fatturato della Migros, il Fondo pionieristico rappresenta invece l'impegno sociale di Banca Migros, Denner, Migrol e Migrolino. Il Fondo pionieristico promuove in modo mirato delle idee innovative che hanno il potenziale di far progredire la società. E non è poi così piccolo. Dal 2012 abbiamo investito, in totale, l'impressionante somma di 100 milioni di franchi nell'ambito di 100 progetti. 

Ci sono progetti pionieristici che la entusiasmano particolarmente?  

Mi sta molto a cuore l'iniziativa «Stop Hate Speech». Purtroppo in internet le ostilità e gli insulti sono ampiamente diffusi. Grazie all'intelligenza artificiale, «Stop Hate Speech» rintraccia i commenti offensivi e rende sensibili a un approccio rispettoso e consapevole anche in rete. Un altro progetto, che sviluppa idee di riciclaggio per mobili, si trova a un punto di svolta. Se per altri prodotti il concetto di riciclaggio è ormai assodato, nel settore dei mobili c'è invece ancora del potenziale. Micasa, affiliata della Migros, ha già mostrato il suo interesse e lavora alacremente a un progetto per il riciclaggio dei materassi. Se tutto va bene, il lancio avverrà ancora quest'anno. 

Come funziona il terzo canale di promozione, il Fondo di sviluppo? 

Dal 1979, il Fondo di sviluppo sostiene progetti sociali ed ecologici della cooperazione allo sviluppo in Svizzera e nel mondo. Tramite questa risorsa negli anni la Migros ha stanziato 41 milioni di franchi. Un gruppo di lavoro dell’assemblea dei delegati della Federazione delle cooperative Migros decide da tre a quattro volte all’anno in merito alle richieste ricevute. 

Sarah Kreienbühl

Sarah Kreienbühl (50 anni) è membro della Direzione generale Federazione delle cooperative Migros (FCM). In qualità di responsabile del dipartimento Human Resources, comunicazione, cultura e tempo libero, coordina l’impegno sociale della Migros su scala nazionale.

Quali sono le sue proposte preferite tra le tante offerte del Percento culturale?   

Posso dire che, finora, ogni offerta con la quale ho avuto a che fare mi ha arricchito a suo modo e mi ha aperto ad altre prospettive. Per esempio, l'esposizione «United by AIDS»  al Museo d'arte contemporanea della Migros mi ha fatto riflettere. O ancora, al nostro festival della danza «Steps» ho potuto assistere a rappresentazioni così incredibili e innovative che resteranno indelebili nella mia memoria. Ho poi vissuto l'esperienza di ascoltare concerti di talenti allora poco conosciuti, che ancora mi entusiasmano quando ci ripenso. Anche la Tavolata o lo Jass tra generazioni sono stati una fantastica trovata. Non da ultimo, ho bellissimi ricordi di piacevoli momenti in famiglia e con gli amici, legati al Monte Generoso in Ticino o al Gurten a Berna. Le nostre offerte sono davvero molto variate e si trovano in tutta la Svizzera. 

Come fa la Migros a decidere in che modo impiegare ogni anno i 159 milioni di franchi? 

In effetti, questa domanda si ripresenta con regolarità. La società evolve e con lei anche i suoi bisogni. La cultura e l'istruzione rimangono dei pilastri importanti del nostro impegno. Ognuno dei 40'000 corsi e percorsi formativi, ai quali è possibile iscriversi privatamente presso la Scuola Club, viene sovvenzionato dal Percento culturale. In questo modo intendiamo rendere l'istruzione finanziariamente accessibile a tutti. (Spesa sostenuta: 62 milioni) In futuro miriamo ad ampliare ulteriormente il nostro impegno nel settore dell'integrazione sociale. A tal proposito vogliamo creare una piattaforma grazie alla quale la nostra clientela possa decidere insieme a noi come utilizzare i fondi. Un sistema analogo a Migipedia, dove la clientela può votare i prodotti da introdurre in assortimento. 

Cosa significa per lei il concetto di integrazione sociale?  

Anche nel settore sociale vorremmo colmare le lacune e in questo modo rafforzare la coesione sociale. Tengo in particolar modo a sostenere quei giovani che si ritrovano svantaggiati sul mercato del lavoro, ad esempio a causa di problemi familiari, affinché possano soddisfare i normali criteri per un posto di apprendistato. Grazie a dei programmi speciali vorremmo consentire loro l'accesso alla vita lavorativa e in questo modo contribuire concretamente alla loro integrazione. I singoli progetti vanno già avanti con successo in due cooperative e vogliamo ampliare ulteriormente questo impegno. 

Immagini: Jorma Müller