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Un grande sì per tutte e tutti

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Pierre Wuthrich

Published

09.06.2022

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Dal 1° luglio in Svizzera le coppie dello stesso sesso potranno sposarsi. Michel Montini, avvocato e aggiunto scientifico presso l'Ufficio federale dello stato civile, illustra nel dettaglio questa rivoluzione sociale.

Il matrimonio per tutti è davvero aperto a tutti? 

La legge prevede delle condizioni. I futuri sposi, siano essi dello stesso o di diverso sesso, devono aver compiuto 18 anni ed essere capaci di discernimento. Devono anche documentare che un'eventuale unione domestica registrata con una terza persona o un precedente matrimonio sono sciolti. Quanto alle persone di nazionalità straniera, devono dimostrare la legalità del proprio soggiorno in Svizzera.

Qual è la differenza rispetto all'unione domestica registrata come la si conosce oggi? 

Innanzitutto le due istituzioni comportano designazioni di stato civile differenti. Le persone risultano rispettivamente «coniugate» o «in unione domestica registrata». Poi, il regime ordinario dei beni è la partecipazione agli acquisti (vedi anche qui accanto) per i coniugati mentre le persone in unione domestica registrata sono in via ordinaria assoggettate a un regime comparabile alla separazione dei beni. Infine, le donne sposate hanno accesso alla procreazione medicalmente assistita. Anche sul piano della nazionalità svizzera vi sono delle differenze, dal momento che il coniuge straniero coniugato a una persona svizzera può presentare una domanda di naturalizzazione agevolata mentre il partner straniero in unione domestica registrata deve presentare una domanda di naturalizzazione ordinaria.

Quali sono i doveri di una persona coniugata? 

Le persone coniugate sono tenute al rispetto di obblighi reciproci, come la fedeltà, l'assistenza, il rispetto della personalità del coniuge, il mantenimento della coppia e della famiglia, l'accudimento e l'educazione dei figli comuni.

L'unione domestica registrata scomparirà? 

SÌ, dal 1° luglio 2022, in Svizzera non sarà più possibile concludere un'unione domestica registrata e alle coppie resterà aperto solamente il matrimonio. Le coppie in unione domestica registrata potranno richiedere la conversione della loro unione in matrimonio. Se non lo fanno, la loro unione resterà ovviamente valida.

Conviene sposarsi se si è già in unione domestica registrata? 

Sul piano legale, le differenze specificamente in materia di diritto di naturalizzazione e di stabilimento di un rapporto di filiazione possono motivare la coppia a convertire l'unione domestica in matrimonio. Parimenti, una coppia può decidere di sposarsi unicamente per il valore simbolico di questa unione.

Quanto costa un matrimonio? 

Per la preparazione e la celebrazione di un matrimonio vanno messi in conto circa 250 franchi. Possono esserci degli oneri supplementari, ad esempio se occorre un interprete o se l'ufficiale di stato civile deve spostarsi in un luogo diverso dalla sala normalmente destinata alla celebrazione di matrimoni. Per la conversione di un'unione domestica registrata in matrimonio vanno messi in conto 75 franchi.

In quanto persona coniugata, adesso posso adottare un figlio? 

Gli sposi possono adottare congiuntamente un figlio se vivono in comunione domestica da almeno tre anni e hanno entrambi compiuto 28 anni. Inoltre, una persona può adottare il figlio del proprio coniuge se la coppia vive, anche in questo caso, in comunione domestica da tre anni o più.

Com'è la situazione con la procreazione assistita? 

A partire dal 1° luglio 2022, le coppie costituite da due donne tra loro coniugate avranno accesso alla procreazione medicalmente assistita. Sussisterà inoltre una presunzione di genitorialità della moglie della madre biologica del bambino nato da una donazione di sperma effettuata in conformità alla legge federale sulla procreazione medicalmente assistita. Questo significa che la moglie della madre sarà riconosciuta come seconda mamma alla nascita del bambino.

Questo matrimonio per tutti è riconosciuto all'estero? 

In linea di massima, tutti gli stati il cui diritto preveda il matrimonio tra persone dello stesso sesso riconoscono questo tipo di unione coniugale. Ci sono anche degli Stati, a dire il vero ben pochi, che riconoscono il matrimonio tra persone dello stesso sesso pur non prevedendolo nella propria legislazione. Infine, in moltissimi stati, un matrimonio tra persone dello stesso sesso verrà semplicemente ignorato. In quei paesi che reprimono le relazioni omosessuali, sarà poi prudente non dichiarare di aver contratto un matrimonio di questo genere.

Cosa succede con i rispettivi beni dei coniugi? 

Se gli sposi non stipulano una convenzione matrimoniale, si applica il regime della partecipazione agli acquisti. Ogni coniuge conserva così i beni che possedeva prima del matrimonio e quelli che riceve in dono o che eredita durante il matrimonio, ovvero i beni di sua proprietà, e dispone delle entrate e dei beni acquisiti durante il matrimonio. Questo è ciò che si definisce "acquisti". In caso di divorzio, per principio gli acquisti vengono divisi tra i coniugi. 

Se gli sposi vogliono assoggettarsi al regime della separazione dei beni o a quello della comunione dei beni, devono stipulare una convenzione matrimoniale davanti a un pubblico ufficiale, cioè, nei cantoni romandi, un notaio. Nel primo caso, niente viene messo in comune né diviso tra i coniugi in caso di separazione. Nel secondo caso, molto raro in Svizzera, gli averi sono gestiti in comune e divisi in parti uguali in caso di divorzio.

Quali sono le modalità previste per l'eredità? 

In caso di decesso, il vedovo o la vedova eredita dalla persona deceduta. In assenza di testamento o di contratto successorio, la quota ereditaria del coniuge superstite è pari alla metà della successione se ci sono discendenti e ai tre quarti della successione se il padre e/o la madre della persona deceduta o la loro prole sono ancora in vita. In mancanza di questi parenti prossimi, al coniuge superstite spetta la totalità della successione.

Foto/scena: Getty Images